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Alberto Arbasino

 intervista Jorge Luis Borges

Immagine tratta dal video

La Letteratura è sempre stata Fantastica è cominciata con la Cosmogonia, con la Mitologia…bisogna ritornare alla tradizione fantastica, che è la vera grande tradizione…l’altra è piuttosto giornalismo, storia..

“Jorge Luis Borges : Conferencia Magistral sobre James Joyce” – Evaristo Carriego

#JORGELUISBORGES #JAMESJOYCE #EVARISTOCARRIEGO

Borges sostiene di essersi avvicinato all’Ulisse con: “l’indefinibile ardore che provavano gli antichi viaggiatori quando scoprivano una terra sconosciuta alla loro meraviglia errabonda”, e si affretta ad anticipare la risposta alla domanda che inevitabilmente viene posta a ogni lettore di questo romanzo infinito: “L’avete letto tutto?”. Borges risponde di no, ma di sapere di che si tratta pur non avendolo ultimato, così come si può affermare di conoscere una città senza averne percorse a una a una tutte le strade.

La risposta di Borges, più che una boutade, è la perspicace esposizione di un metodo: l’Ulisse, in effetti, va letto proprio con lo stesso spirito con cui si percorre una città, inventando traiettorie, ripercorrendo a volte le stesse strade e ignorandone completamente altre. Per lo stesso ragionamento uno scrittore non può lasciarsi influenzare da tutto l’Ulisse, ma solo da alcuni suoi capitoli, o da determinati aspetti del libro. Joyce e Borges avevano due stili quasi antitetici (sempre che si possa attribuire uno stile a Joyce): quello che Borges, nel suo Evaristo Carriego, avrebbe definito lo “stile della realtà”: minuzioso, incessante, onnivoro – lo stile joyciano per eccellenza – e quello coltivato da Borges stesso, lo “stile del ricordo”, il cui obiettivo è la semplificazione e l’economia dei fatti e del linguaggio. Quello che invece accomuna i due autori è l’ambito letterario in cui si collocano: entrambi provenienti da paesi occidentali periferici, colonie o neocolonie, essi riuscirono, partendo dalle limitazioni a cui erano sottoposti, a creare due letterature che abbracciassero la cultura intera, sia la propria che quella del padrone, ridefinendone la lingua; Joyce insegnando agli inglesi a scrivere in inglese, e Borges facendo qualcosa di simile con gli spagnoli.

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1984, Borges a Palermo (Ferdinando Scianna/Magnum/Contrasto)

Prologo dell ‘Evaristo Carriego di Jorge Luis Borges… e lo “stile del ricordo”

Ho creduto, per anni, di essere cresciuto in un suburbio di Buenos Aires, suburbio di strade avventurose e di tramonti visibili. A dire il vero sono cresciuto in un giardino dietro le lance di un’inferriata, in una biblioteca di innumerevoli volumi inglesi. La Palermo di coltelli e di chitarre era presente agli angoli delle strade, ma chi popolava i miei mattini e dava piacevole orrore alle mie notti erano il bucaniere cieco di Stephenson agonizzante sotto gli zoccoli dei cavalli, e il traditore che abbandonò l’amico sulla luna, e il viandante del tempo che riportò dal futuro un fiore appassito, e il genio per secoli prigioniero nell’anfora salomonica, e il profeta velato del Jorasan, che dietro le gemme e le sete occultava la lebbra.

Alberto Manguel: nella letteratura conta il lettore – Jorge Luis Borges

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Alberto Manguel: nella letteratura conta il lettore

Narratore, scrittore e traduttore Alberto Manguel è il direttore della biblioteca Nazionale di Buenos Aires. Appena sedicenne, lavorando presso la libreria Pygmalion di Buenos Aires, incontrò Jorge Luis Borges, ormai cieco, che gli chiese di leggere ad alta voce per lui, a casa sua. Ora dirige la biblioteca di cui anche il grande scrittore fu direttore. Ha viaggiato per tutto il mondo da Tel Aviv all’Argentina. per poi abbandonare il Paese nel 1968 e soggiornare in Francia (dove è stato nominato Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere), Inghilterra, Italia, Tahiti e Canada. Ha scritto molti libri, tra cui ricordiamo: Una storia della lettura (1996), Con Borges (2005), Dizionario dei luoghi fantastici (2008), Il libro degli elogi(2009),Diario di un lettore (2004),Stevenson sotto le palme (2007), La biblioteca di notte (2007) Un amante puntiglioso (2009), Il ritorno (2010), Tutti gli uomini sono bugiardi (2010), Una storia naturale della curiosità(2015), La città delle parole (2016).

Lo abbiamo incontrato a Mantova, in occasione del Terzo Raduno dei gruppi di lettura, e abbiamo parlato con lui di Borges, di lettura e di Dante (a proposito della Divina Commedia ha detto: “è l’opera perfetta, propone un orizzonte così lontano verso cui viaggio tutti i giorni e non arrivo mai”).

Jorge Luis Borges: il mio rapporto con il tempo

Anniversari, 24 Agosto 1899

Video

 

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Le Lingue Perfette,Umberto Eco parla di Borges

https://youtu.be/I2_lE1rxiHg

VIAGGIO NEL LABIRINTO, Io l’Altro: la danza del doppio” LA CASA DI ASTERIONE

“VIAGGIO NEL LABIRINTO, Io l’Altro: la danza del doppio”

Spettacolo itinerante nella Certosa di Bologna

La Casa di Asterione

La verità è che sono unico. Non m’interessa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l’arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall’altra. Un’impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi.

http://www.sphera.events/certosa-di-bologna-estate-2017/

http://www.simonarinaldi.net
Gruppo della serata

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http://www.simonarinaldi.net

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La casa di Asterione – Testo di J.L.B.