ANEDDOTI – JORGE LUIS BORGES

“Cent’anni di solitudine”? Ne bastano cinquanta. Per anni Borges ha atteso, invano, il Nobel per la letteratura. Nel 1982 lo avvisarono che il Nobel era andato a Gabriel García Márquez. Borges era in questura a rinnovare il passaporto, i giornalisti si affollarono per chiedergli una dichiarazione. “Penso che García Márquez sia un grande scrittore. Cent’anni di solitudine è un ottimo romanzo, anche se penso che cinquant’anni siano sufficienti”, disse.

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Quando morì Che Guevara. Era l’ottobre del 1967, Borges insegnava letteratura inglese all’Università di Buenos Aires. Uno studente prese d’assalto la classe annunciando la morte di Che Guevara. Disse che le lezioni avrebbero dovuto essere sospese. Borges rispose che c’era tempo per omaggiare il caro estinto. Lo studente alzò la voce, intimando Borges di andarsene. Lo scrittore restò granitico al suo posto. “Allora staccherò la luce”, urlò lo studente. “Sono diventato cieco proprio perché accadesse questo momento”, rispose lo scrittore. E continuò la lezione.

Borges-Kodama

«Avevo 5 anni e non sapevo chi fosse, quando i versi di Two English Poems mi stregarono: “Posso darti la mia solitudine, la mia oscurità, la fame del mio cuore”. La maestra mi spiegò che parlava dell’ amore. Tempo dopo, leggendo l’ incipit de Le Rovine Circolari (“nessuno lo vide sbarcare nella notte unanime”) sentii un’ energia unica: ero ancora una bambina e non capivo nulla, eppure se oggi dovessi salvare uno solo dei suoi testi, sarebbe quello».

24 Agosto – Jorge Luis Borges

Forse non scriviamo altro che la stessa storia.

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Pangea

Per dare autenticità, aggiungo un errore. “Tutto ciò che pubblico, per quanto appaia imperfetto, presuppone almeno dieci o quindici bozze. Non riesco a scrivere senza bozze, ma nell’ultima versione aggiungo un errore evidente, per rendere tutto spontaneo. Per me sarebbe impossibile non scrivere. So da sempre che il mio destino, come lettore o come scrittore, è connesso alla letteratura”.

Non mi importa vendere, voglio sognare. “Ammetto di essere stato conquistato dall’esempio di Emily Dickinson: scrivere senza pubblicare. Però ho commesso qualche imprudenza. In un’occasione ho chiesto ad Alfonso Reyes che senso avesse pubblicare: mi ha risposto, ‘Pubblichiamo per non passare la vita a correggere le bozze’. Penso che avesse ragione. Ogni volta che viene pubblicato un mio libro, non so cosa gli succede, non leggo nulla di ciò che è scritto intorno a lui. Non so se vende o meno. Cerco semplicemente di sognare altre cose, di scrivere un libro diverso, anche se di solito è molto simile al precedente”.

Rai Cultura

Bellezza dell’immaginazione

Riflessioni

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Borges quasi cieco, ma il buio è dolce: «Assomiglia all’eternità» – Elogio dell’Ombra

#Borges quasi cieco, ma il buio è dolce: «Assomiglia all’eternità»

Giorgio Montefoschi

Dio, vale a dire colui che è «l’È, il Fu, il Sarà»

…..

«Io» — rivela, dunque — «volli giocare coi Miei figli./ Fui tra loro con stupore e tenerezza./ Per opera di una magia/ nacqui stranamente in un ventre./ Vissi stregato, imprigionato in un corpo/ e nell’umiltà dell’anima/ …Conobbi la veglia, il sonno, i sogni,/ l’ignoranza, la carne,/ gli incerti labirinti della ragione,/ la misteriosa devozione dei cani./ Fui amato, compreso, osannato e appeso a una croce/… Ho affidato a un uomo qualunque questa scrittura;/ non sarà mai quello che voglio dire,/ non sarà che il suo riflesso./ Dalla mia eternità cadono questi segni/ …A volte penso con nostalgia/ all’odore di quella bottega di falegname».

https://www.corriere.it/cultura/18_gennaio_07/jorge-luis-borges-scrittore-autore-poesia-giorgio-montefoschi-adelphi-onbra-cecita-6a378fdc-f3ce-11e7-aa70-8e209e058724_amp.html

Libere interpretazioni teatrali vedi video sopra

Ma questa penombra — dice Borges — è una penombra lenta, che non fa male, «scorre per un dolce declivio/ e assomiglia all’eternità». Lui — dice ancora — non ne è sgomentato, come dovrebbe essere: la considera, invece, «una dolcezza, un ritorno». E dove conduce, quel ritorno, la strada lastricata di dormiveglia e sogni, giorni e notti, agonie e resurrezioni, sulla quale sono confluiti il sud e il nord, l’ovest e l’est, se non al non-luogo che è il nostro segreto centro?

#elogiodell’ombra

Jorge Luis Borges: il mio rapporto con il tempo

Anniversari, 24 Agosto 1899

Video

 

http://www.letteratura.rai.it/embed/jorge-luis-borges-il-mio-rapporto-con-il-tempo/993/default.aspx

 

Le Lingue Perfette,Umberto Eco parla di Borges

https://youtu.be/I2_lE1rxiHg

Il Labirinto di Borges. venezia, isola di san giorgio maggiore

Oggi voglio ricordare e pensare molto di più di quanto non faccia tutti i giorni.. a Borges, con gratitudine e oltre, tanto di più..all’essere immaginario per totalità ed immensità..alla mia vita immaginaria, ai miei sogni, i miei amori, i miei ideali…al labirinto…si muore fisicamente, non dimenticartelo, si commettono i più efferati omicidi, attraverso l’indifferenza..grazie a Borges e a me..
In occasione dei 25 anni dalla morte di Jorge Luis Borges sarà realizzato a Venezia il giardino-labirinto disegnato da Randoll Coate. Per l’inaugurazione sarà eseguita una composizione inedita di Julio Viera
…e quello che accade accade a me.
Martedì 14 giugno 2011, in occasione dei 25 anni dalla morte del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges(14 giugno 1986 – 14 giugno 2011), la Fundación Internacional Jorge Luis Borges e la Fondazione Giorgio Cini inaugureranno a Venezia, con un inedito evento musicale di Julio Viera, Il Labirinto Borges, ricostruzione del giardino-labirinto che l’architetto Randoll Coate progettò in suo onore. Opera permanente, il labirinto sarà poi accessibile al pubblico tramite servizio di visite guidate.
Il disegno originale del labirinto, ispirato al racconto borgesiano Il Giardino dei sentieri che si biforcano, venne progettato tra il 1979 e il 1986 dall’architetto inglese Randoll Coate, grande amico dello scrittore. Dopo aver realizzato una prima versione nel 2003 a “Los Alamos” nei pressi di San Rafael (Mendoza) in Argentina, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges, diretta dalla vedova dello scrittore María Kodama, assieme alla Fondazione Giorgio Cini, presenterà la ricostruzione del labirinto a Venezia, uno dei luoghi più amati da Jorge Luis Borges e significativamente legati alla sua opera, in occasione dei 25 anni dalla morte.
Il Labirinto Borges sarà inaugurato il 14 giugno 2011 con un grande evento musicale che vedrà l’esecuzione di un brano inedito per quintetto strumentale e voce recitante, di Julio Viera, noto compositore argentino, vicino allo scrittore.
e ancora:
Il Labirinto sarà collocato nello spazio retrostante il Chiostro del Palladio e il Chiostro dei Cipressi, così da costituire una sorta di ‘terzo chiostro’ di dimensioni all’incirca uguali a quelle degli altri due.Lo scopo del progetto è quello di creare un giardino in memoria dello scrittore realizzando uno spazio pieno di significati spirituali, per avvicinare il pubblico al mondo di Borges.