JORGE LUIS BORGES, TUTTE LE OPERE, MERIDIANI

JORGE LUIS BORGES, TUTTE LE OPERE, MERIDIANI

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J.L.B.

JORGE LUIS BORGES: GLI ARCHETIPI

 
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Gli Archetipi

In questa unità, Jorge Luis Borges (Buenos Aires 1899-1986), in un’intervista realizzata nel 1971, parla del suo interesse per gli studi di Jung, di Frazer e di Burton, per le enciclopedie, soprattutto per quelle antiche, e per la teoria degli archetipi.
Spade, tigri e specchi costituiscono i simboli che, considerati per la loro arcaica potenza evocativa alla stregua di archetipi junghiani, animano i microcosmi che lo scrittore argentino “finge” nelle pagine dei suoi libri .
Gli specchi rimandano al problema dell`identità: lo scrittore ricorda come il tema del “doppio” torni in tante civiltà, quel “doppio” che per alcune culture è connesso all’idea del soprannaturale e della morte, così come viene evocato in una celebre sequenza del film di Bergman, Il posto delle fragole.

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Contributo d’Autore

Jorge Luis Borges: Il Deserto e il Labirinto

“Tutte le emozioni passano, soltanto lo stupore rimane.”

 Jorge Luis Borges: Il Deserto e il Labirinto

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L’immagine del labirinto è centrale nella poetica di Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 1899 –, Ginevra, 1986). Essa costituisce un’allegoria della complessità del mondo, la cui intelligibilità non è afferrabile attraverso la sola ragione. Il labirinto per lo scrittore argentino è “un edificio costruito per confondere gli uomini”, nel senso che la sua stessa architettura è funzionale a tale fine: la confusione e lo stupore degli uomini. La tortuosità dei suoi percorsi rinvia simbolicamente alla insufficienza di uno sguardo meramente razionale sul reale, la cui consistenza ontologica cela, sotto un’apparente regolarità, significati più complessi e profondi. Nell’intervista proposta in questa unità, Borges ricorda uno dei suoi tanti racconti ispirati a quel “simbolo naturale della perplessità” che è il labirinto. Esso, sorprendentemente, si ambienta nel deserto, un luogo solo in apparenza agli antipodi rispetto al labirinto.

Kolonistuga

I libri (e la biblioteca) L’infinito spaziale e temporale Il labirinto Gli specchi Il doppio Le tigri La rosa Il sogno Gli scacchi Il viaggio I miti nordici I duelli dei malavitosi I temi della colpa, del perdono e del Il peccato Il paradiso perduto Dio e le Sacre Scritture La forma della spada L’odradek, La scimmia dell’inchiostro, L’unicorno cinese, La volpe cinese!

Il Labirinto di Borges. venezia, isola di san giorgio maggiore

Oggi voglio ricordare e pensare molto di più di quanto non faccia tutti i giorni.. a Borges, con gratitudine e oltre, tanto di più..all’essere immaginario per totalità ed immensità..alla mia vita immaginaria, ai miei sogni, i miei amori, i miei ideali…al labirinto…si muore fisicamente, non dimenticartelo, si commettono i più efferati omicidi, attraverso l’indifferenza..grazie a Borges e a me..
In occasione dei 25 anni dalla morte di Jorge Luis Borges sarà realizzato a Venezia il giardino-labirinto disegnato da Randoll Coate. Per l’inaugurazione sarà eseguita una composizione inedita di Julio Viera
…e quello che accade accade a me.
Martedì 14 giugno 2011, in occasione dei 25 anni dalla morte del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges(14 giugno 1986 – 14 giugno 2011), la Fundación Internacional Jorge Luis Borges e la Fondazione Giorgio Cini inaugureranno a Venezia, con un inedito evento musicale di Julio Viera, Il Labirinto Borges, ricostruzione del giardino-labirinto che l’architetto Randoll Coate progettò in suo onore. Opera permanente, il labirinto sarà poi accessibile al pubblico tramite servizio di visite guidate.
Il disegno originale del labirinto, ispirato al racconto borgesiano Il Giardino dei sentieri che si biforcano, venne progettato tra il 1979 e il 1986 dall’architetto inglese Randoll Coate, grande amico dello scrittore. Dopo aver realizzato una prima versione nel 2003 a “Los Alamos” nei pressi di San Rafael (Mendoza) in Argentina, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges, diretta dalla vedova dello scrittore María Kodama, assieme alla Fondazione Giorgio Cini, presenterà la ricostruzione del labirinto a Venezia, uno dei luoghi più amati da Jorge Luis Borges e significativamente legati alla sua opera, in occasione dei 25 anni dalla morte.
Il Labirinto Borges sarà inaugurato il 14 giugno 2011 con un grande evento musicale che vedrà l’esecuzione di un brano inedito per quintetto strumentale e voce recitante, di Julio Viera, noto compositore argentino, vicino allo scrittore.
e ancora:
Il Labirinto sarà collocato nello spazio retrostante il Chiostro del Palladio e il Chiostro dei Cipressi, così da costituire una sorta di ‘terzo chiostro’ di dimensioni all’incirca uguali a quelle degli altri due.Lo scopo del progetto è quello di creare un giardino in memoria dello scrittore realizzando uno spazio pieno di significati spirituali, per avvicinare il pubblico al mondo di Borges.

In viaggio

<“Non ci siamo già visti a Cincinnati?”>
-“Non sono mai stato a Cincinnati”-
<“Neanche io, devono essere stati altri due”>
Enjoyment of Laughter”di Max Eastman nota 103 pag.179 “Testi Prigionieri
Il corsaro rosso – Salgari ed. Pagani
D.o-C.p
Borges : ” Se stessi a casa, continuerei a rivivere sempre lo stesso giorno. Quando viaggio, ogni giorno è diverso.Ogni giorno porta con sé il suo dono. Per questo mi piace viaggiare. Se stessi a casa, tutto sarebbe incolore. Ogni giorno è la replica esatta di quello precedente.”

Io: Stamane, mi hanno detto e non come prima volta, che io sembro sempre in viaggio; o appena tornata o in prossimità di partire…ed è proprio così, non sono mai dove sembro essere…o almeno non solo!


…poi capita che nella vita ci siano periodi nei quali ti viene negata questa dimensione o addirittura te la neghi e il viaggio fisico si trasforma in un altro tipo di “movimento”..un viaggio ad occhi chiusi, cuore spalancato, piedi inchiodati..

…… il viaggio fisico e quello immaginario…

la stessa natura!


Tutta la mia esistenza
Di nuovo qui, le labbra evocatrici, unico e a voi somigliante.
Sono quella balorda intensità ch’è un anima.
A lungo mi mantenni in prossimità della gioia e
nell’immunità della pena.
Ho traversato il mare.
Conobbi molte plaghe; ho notato una donna
e due o tre uomini.
Dilessi una bimbetta altera e bianca,
e per giunta di placida ispànica.
Vidi un sobborgo interminato dove si inciela perenne
una inesausta fuga di tramonti.
Assaporai molteplici parole.
Nel profondo di me credo che questo sia tutto e che
non vedrò né porterò ad effetto cose nuove.
Credo che le mie giornate e le mie notti eguaglino
in penuria e in ricchezza quelle di Domineddio e
degli umani tutti.
da: “Luna de enfrente” 1925