Il Labirinto di Borges. venezia, isola di san giorgio maggiore

Oggi voglio ricordare e pensare molto di più di quanto non faccia tutti i giorni.. a Borges, con gratitudine e oltre, tanto di più..all’essere immaginario per totalità ed immensità..alla mia vita immaginaria, ai miei sogni, i miei amori, i miei ideali…al labirinto…si muore fisicamente, non dimenticartelo, si commettono i più efferati omicidi, attraverso l’indifferenza..grazie a Borges e a me..
In occasione dei 25 anni dalla morte di Jorge Luis Borges sarà realizzato a Venezia il giardino-labirinto disegnato da Randoll Coate. Per l’inaugurazione sarà eseguita una composizione inedita di Julio Viera
…e quello che accade accade a me.
Martedì 14 giugno 2011, in occasione dei 25 anni dalla morte del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges(14 giugno 1986 – 14 giugno 2011), la Fundación Internacional Jorge Luis Borges e la Fondazione Giorgio Cini inaugureranno a Venezia, con un inedito evento musicale di Julio Viera, Il Labirinto Borges, ricostruzione del giardino-labirinto che l’architetto Randoll Coate progettò in suo onore. Opera permanente, il labirinto sarà poi accessibile al pubblico tramite servizio di visite guidate.
Il disegno originale del labirinto, ispirato al racconto borgesiano Il Giardino dei sentieri che si biforcano, venne progettato tra il 1979 e il 1986 dall’architetto inglese Randoll Coate, grande amico dello scrittore. Dopo aver realizzato una prima versione nel 2003 a “Los Alamos” nei pressi di San Rafael (Mendoza) in Argentina, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges, diretta dalla vedova dello scrittore María Kodama, assieme alla Fondazione Giorgio Cini, presenterà la ricostruzione del labirinto a Venezia, uno dei luoghi più amati da Jorge Luis Borges e significativamente legati alla sua opera, in occasione dei 25 anni dalla morte.
Il Labirinto Borges sarà inaugurato il 14 giugno 2011 con un grande evento musicale che vedrà l’esecuzione di un brano inedito per quintetto strumentale e voce recitante, di Julio Viera, noto compositore argentino, vicino allo scrittore.
e ancora:
Il Labirinto sarà collocato nello spazio retrostante il Chiostro del Palladio e il Chiostro dei Cipressi, così da costituire una sorta di ‘terzo chiostro’ di dimensioni all’incirca uguali a quelle degli altri due.Lo scopo del progetto è quello di creare un giardino in memoria dello scrittore realizzando uno spazio pieno di significati spirituali, per avvicinare il pubblico al mondo di Borges.

In viaggio

<“Non ci siamo già visti a Cincinnati?”>
-“Non sono mai stato a Cincinnati”-
<“Neanche io, devono essere stati altri due”>
Enjoyment of Laughter”di Max Eastman nota 103 pag.179 “Testi Prigionieri
Il corsaro rosso – Salgari ed. Pagani
D.o-C.p
Borges : ” Se stessi a casa, continuerei a rivivere sempre lo stesso giorno. Quando viaggio, ogni giorno è diverso.Ogni giorno porta con sé il suo dono. Per questo mi piace viaggiare. Se stessi a casa, tutto sarebbe incolore. Ogni giorno è la replica esatta di quello precedente.”

Io: Stamane, mi hanno detto e non come prima volta, che io sembro sempre in viaggio; o appena tornata o in prossimità di partire…ed è proprio così, non sono mai dove sembro essere…o almeno non solo!


…poi capita che nella vita ci siano periodi nei quali ti viene negata questa dimensione o addirittura te la neghi e il viaggio fisico si trasforma in un altro tipo di “movimento”..un viaggio ad occhi chiusi, cuore spalancato, piedi inchiodati..

…… il viaggio fisico e quello immaginario…

la stessa natura!


Tutta la mia esistenza
Di nuovo qui, le labbra evocatrici, unico e a voi somigliante.
Sono quella balorda intensità ch’è un anima.
A lungo mi mantenni in prossimità della gioia e
nell’immunità della pena.
Ho traversato il mare.
Conobbi molte plaghe; ho notato una donna
e due o tre uomini.
Dilessi una bimbetta altera e bianca,
e per giunta di placida ispànica.
Vidi un sobborgo interminato dove si inciela perenne
una inesausta fuga di tramonti.
Assaporai molteplici parole.
Nel profondo di me credo che questo sia tutto e che
non vedrò né porterò ad effetto cose nuove.
Credo che le mie giornate e le mie notti eguaglino
in penuria e in ricchezza quelle di Domineddio e
degli umani tutti.
da: “Luna de enfrente” 1925


Borges di Nasos Vaghenàs

Apollo e le nove Muse

Gustave Moreau, Apollo e le nove Muse, 1856
Kavafis
(1863-1933)
Torna

Torna spesso e prendimi,
amato senso torna e prendimi-
quando si desta la memoria del corpo
e antica brama palpita nel sangue,
quando labbra e carne ricordano
e le mani sentono ancora come toccassero.

Torna spesso e prendimi di notte
quando labbra e carne ricordano…

(traduzione di Mario Vitti)
da Poesia n. 257 Febbraio 2011
Mensile Internazionale di Cultura Poetica
I sette Pilastri della Grecità
pag.16
Nasos Vaghenàs
Borges

Tu vedevi con le viscere, non con gli occhi
che erano spenti prima ancora che li aprissi.
E scandagliavi la vita tramite tocchi
in luoghi misteriosi oltre le superfici
del visibile, scendendo in antri profondi
lontano dal deserto di folle indistinte,
e ricercando nuovi labirinti
là dove il tempo non si calcola in secondi.
(a Rètimno parlavi di cose prodigiose
– “come brezze nel cuore del tornado”-
brandendo come pieno un bicchierino vuoto.)
Vita astratta, la tua, ma il concreto t’era noto:
vene di foglie, il rosso del sole che cade.
Gli altri vedevano soltanto le ombre delle cose.
traduzione di: Filippo Maria Pontani

da: “Poeti Greci del Novecento” a cura di
Nicola Crocetti e Filippo Maria Pontani,
I Meridiani Mondadori

Sito per Poesia:
Su Nasos Vaghenàs
Nasos Vaghenàs è nato a Drama (nella Grecia settentrionale) nel 1945. Ha esordito nel 1974 con la raccolta Campo di Marte, a cui hanno fatto seguito: Biografia (1978); Le ginocchia di Roxane (1981); Vagabondaggi di un non viaggiatore (1986); La caduta dell’uomo in volo (1989); Odi barbare (1992). È autore di importanti saggi di teoria letteraria e sulla traduzione (La veste della dea, 1988; Poesia e traduzione, 1989), e di studi sui maggiori autori della letteratura greca contemporanea (tra i quali si ricorda Il poeta e il ballerino, 1979, sulla poesia di Seferis). È stato tradotto in numerose lingue. In Italiano: Vagabondaggi di un non viaggiatore, a cura di Caterina Carpinato (Crocetti Editore 1997).


Citazione:
Kavafis, insieme con l’argentino Borges e il portoghese Pessoa, è uno dei tre poeti della periferia letteraria i quali, pun non essendo in vita, godono oggi di una fama mondiale e costituiscono un saldo punto di riferimento in virtù della loro singolarità. La fama di Borges è dovuta più alle opere in prosa che a quelle in poesia, fermo restando che la prosa borgesiana si caratterizza per la sua poeticità, tanto da poterla definire prosa poetica.

Il Viaggio in pallone – Atlante – Jorge Luis Borges

Mio adorato luogo, materia dei miei sogni e delle mie fughe:
elemento della mia natura: l’aria.
Sempre eternamente grata a Borges

Il viaggio in pallone
da Atlante di Jorge Luis Borges con la collaborazione di
Maria Kodama pagg.24,25,26
Come dimostrano i sogni, come dimostrano gli angeli, volare è uno dei desideri fondamentali dell’uomo. La levitazione non mi è stata ancora concessa e non c’è nessuna ragione per supporre che la conoscerò prima di morire. Certamente l’aereo non ci offre nulla che somigli al volo. Il fatto di sentirsi rinchiuso in un ordinato recinto di ferro e vetro non somiglia al volo degli uccelli né al volo degli angeli. I vaticini terrorizzanti del personale di bordo, con la loro sinistra enumerazione di maschere d’ossigeno, di cinture di sicurezza, di sportelli laterali di uscita e di impossibili acrobazie aeree non sono, né possono essere, augurali.
Le nubi coprono e nascondono i continenti e i mari. I tragitti confinano con la noia. Il pallone, al contrario, ci offre la convinzione del volo, l’agitazione del vento amichevole, la vicinanza degli uccelli. Ogni parola presuppone un esperienza condivisa. Se qualcuno non ha mai visto il rosso, è inutile che io lo compari alla sanguinosa luna di San Giovanni il Teologo o con l’ira; se qualcuno ignora la particolare felicità di 
una gita in pallone è difficile che io gliela possa spiegare. Ho pronunciato la parola felicità;
credo sia la più adatta. In California, circa trenta giorni fa, Maria Kodama ed io andammo ad una modesta officina sperduta nella valle di Napa. Saranno state le quattro o le cinque del mattino; sapevamo che stavano per giungere le prime luci dell’alba. Un camion ci portò in un luogo ancor più distante, rimorchiando la navicella. Arrivammo in un posto della pianura che poteva essere qualsiasi altro. 
Sbarcarono la navicella, che era un canestro rettangolare di legno e di giunco e accuratamente
estrassero il grande pallone da una valigia, lo spiegarono per terra, gonfiarono il tessuto in nylon con ventilatori, e il pallone la cui forma era quella di una pera rovesciata come nelle enciclopedie della nostra infanzia, crebbe senza fretta fino a raggiungere l’altezza e la larghezza di una casa di diversi piani. Non c’era né porta laterale né scala; dovettero issarmi a bordo. Eravamo cinque passeggeri e il pilota che periodicamente gonfiava col gas il grande pallone concavo. In piedi, appoggiammo le mani sul bordo della navicella.
Albeggiava; ai nostri piedi da un’altezza angelicale o di alto uccello, si stendevano i vigneti e i campi. Lo spazio era aperto, l’ozioso vento che ci trascinava come fosse un lento fiume, ci accarezzava la fronte, la nuca e le guance. Tutti sentimmo, credo, una felicità quasi fisica. Scrivo, quasi perché non c’è felicità o dolore che siano soltanto fisici, sempre intervengono il passato, le circostanze, lo stupore ed altri fatti della coscienza. La gita, che durò circa un’ora e mezza, era anche un viaggio in quel paradiso perduto che fu il diciannovesimo secolo. Viaggiare nel pallone immaginato da Montgolfier era anche ritornare alle pagine di Poe, di Giulio Verne e di Wells. Si ricorderà che i suoi seleniti, che abitano all’interno della luna, viaggiavano dall’una all’altra galleria con palloni simili al nostro e non conoscevano la vertigine.
Prima Edizione Agosto 1985
Arnoldo Mondadori Editore

Verne-Cinque settimane in pallone
http://it.wikipedia.org/wiki/Cinque_settimane_in_pallone

Vedi anche il film “Viaggio nella luna”:

Viaggio nella Luna è un film fantastico del 1902 realizzato da Georges Méliès.

http://it.wikipedia.org/wiki/Viaggio_nella_Luna

Il Caffé politico e letterario Bimestrale 3 Giugno 1963

RIVISTA “IL CAFFE’ POLITICO E LETTERARIO” Giugno 1963-n.3. Pagine 127 con saggi di Robert Musil, W. Schnurre, Carlo Manzoni, Jorge Luis Borges, ecc con disegni di Folon e Schnurre.
Il Risveglio 
di JORGE LUIS BORGES
Entra la luce e salgo goffamente
dai sogni fino al sogno condiviso
e gli oggetti riprendono il dovuto 
e atteso loro posto e nel presente
converge soverchiante e vasto il vago
ieri: le secolari migrazioni
dell’uccello e dell’uomo, le legioni
che il ferrò dilaniò, Roma e Cartago.
Ritorna anche la quotidiana storia:
la mia angoscia, il mio viso, la mia sorte.
Ah se quell’altro risveglio, la morte,
mi offrisse un tempo privo di memoria
del mio nome e di ciò che sono stato!
Se in quel mattino ci fosse anche l’oblio!
(traduzione di J. Rodolfo Wilcock)
pag. 83

La Maschera e il Sentimento – Domenico Porzio

La maschera e il sentimento
Ha dichiarato:
Non so perché dicono che io manchi di sentimenti
e che alla mia vita furono negate esperienze fondamentali.
Suppongo che si riferiscano all’amore.
Posso affermare che sono sempre vissuto innamorato.
Il primo amore (ideale ovviamente) della mia vita
fu un attrice. Andavo a vedere i suoi film due volte al giorno…
Ha anche scritto:
Scopro con un po’ di tristezza
che ho passato la vita pensando ad una o a un’altra donna.
Credetti di vedere paesi, città,
ma sempre c’era una donna che faceva da schermo
tra me e gli oggetti…
Altrove ha precisato:
Innamorarsi è produrre una mitologia privata
e fare dell’universo un’allusione all’unica persona indubitabile.


Da:  Luna di Fronte, 1925
Né l’intimità della tua fronte chiara come una festa,
né l’abitudine del tuo corpo, ancora misterioso e tacito, e da
                                                                             bambina,
né la successione della tua vita assumendo parole o silenzi
saranno favore tanto misterioso
come guardare il tuo sonno implicato
nella veglia delle mie braccia…
[Amorosa anticipazione]
da: Domenico Porzio
Jorge Luis Borges
Iconografia
Edizioni Studio Tesi
1992
pag.103
A volte credo che i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori.
[…]
Leggere, per intanto, è un attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.
[Storia universale dell’infamia, traduzione italiana di Mario Pasi].
“Il cigno nella letteratura, è un ersatz della donna nuda… Chi adora il cigno desidera la bagnante…
Al pari di tutte le immagini dell’inconscio, l’immagine del cigno è ermafrodita. Il cigno è femminile nella sua contemplazione delle acque luminose, maschile nell’azione. Per l’inconscio l’azione è un atto. Per l’inconscio non c’è che un atto…Un’immagine che suggerisce un atto deve evolvere, nell’inconscio, dal femminile al maschile…
In mezzo al flutto ondeggiante
Del mare delle delizie,
Nel fragore sonoro
Di onde profumate,
Del palpito universale
Inabissarsi-nascondersi
In assoluta incoscienza-suprema voluttà!
Pagg.47\48 Acque Chiare, Acque Primaverili, Acque Correnti da Psicanalisi delle Acque di Gaston Bachelard EQ

Il cigno di Mallarmé

Il verginale, il bello e il vivace presente 
Con un colpo dell’ala ebbra ecco ci spezza 
Il duro lago obliato chiuso dal trasparente 
Ghiacciaio di quei voli che mai seppero altezza!
Un cigno d’altri giorni se stesso a ricordare 
S’abbandona magnifico, ma ormai senza rimedio 
Per non aver cantato la plaga ove migrare 
Quando già dello sterile inverno splenda il tedio. 
Questa bianca agonia inflitta nello spazio 
Al collo che lo nega lo scuoterà di strazio, 
Ma non l’orror del suolo dove sta prigioniero. 
Forma che dona ai luoghi il suo candor di giglio, 
Il Cigno senza moto nell’inutile esilio 
Si veste del disprezzo d’un gelido pensiero.
George De Feure – Swan Lake1887

Conferência sobre a cegueira – Jorge Luis Borges – La Cecità – L’Oro delle Tigri

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Jorge Luis Borges – Conferencia “La Ceguera” (1977)

L'orodelletigri-jlb
1°Edizone
Vedi anche

Conferência sobre a cegueira – Jorge Luis Borges | parte 1 from toinho castro on Vimeo.

Lo Perdido – Quello che è perduto

OrodelleTigri-Quellocheèpeduto
Lo Perdido – Quello che è perduto