VIAGGIO NEL LABIRINTO, Io l’Altro: la danza del doppio” LA CASA DI ASTERIONE

“VIAGGIO NEL LABIRINTO, Io l’Altro: la danza del doppio”

Spettacolo itinerante nella Certosa di Bologna

La Casa di Asterione

La verità è che sono unico. Non m’interessa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l’arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall’altra. Un’impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi.

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Gruppo della serata

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La casa di Asterione – Testo di J.L.B.

ANTOLOGIA DELLA LETTERATURA FANTASTICA – Borges Ocampo Bioy Casares -Ed.Riuniti

LETTERATURA FANTASTICA

Bisognerebbe dire che tutta la letteratura è fantastica… (J.L.B A.B.C  Prefazione Edizione Italiana 1980)

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Storie Universali

In un cosmo inconcepibilmente complesso ogni volta che

una creatura si trovava di fronte  a diverse alternative non ne

sceglieva una, ma tutte, creando in questo modo molte storie

universali del cosmo. Poiché in quel mondo c’erano molte creature

e ognuna di esse si trovava continuamente davanti a molte

alternative, le combinazioni di quei processi erano innumerabili

e ad ogni istante quell’universo si ramificava infinitamente

in altri universi, e questi, a loro volta in altri.

Da Star Maker, 1937

Olaf Stapledon

L’Odradek e il Complesso, J.L.B. Manuale di zoologia fantastica

#L’ODRADEK*

Alcuni fanno derivare la parola dallo slavo e attraverso questa origine vogliono
spiegarne la formazione. Altri la fanno derivare dal tedesco e ammettono solo un’influenza dello slavo.
L’incertezza di entrambe le interpretazioni è la prova migliore della loro erroneità:
inoltre, nessuna delle due ce ne fornisce il significato.
Naturalmente nessuno perderebbe tempo in tali studi se non esistesse davvero un essere che si chiama
Odradek.
Ha l’aspetto di un rocchetto di filo, piatto e a forma di stella, e in effetti sembra fatto di filo,
ma di pezzi di filo tagliati, vecchi, annodati e confusi di diverso tipo e colore.
Non è solo un rocchetto; dal centro della stele parte un bastoncino trasversale,
e da questo bastoncino se ne stacca un altro ad angolo retto.
Con l’aiuto di quest’ultimo bastoncino da un lato, e di un raggio della stella dall’altro,
l’insieme può sollevarsi, come se avesse due gambe.
Si sarebbe tentati di credere che tale struttura, una volta, convenisse a una funzione, e che ora sia rotta.
Tuttavia pare che non sia andata così, o per lo meno non c’è alcuno indizio in questo senso:
da nessuna parte si vedono riparazioni o rotture; l’insieme appare inservibile, ma a suo modo completo.
In ogni caso non possiamo dire altro, perché Odradek è straordinariamente mobile
e non si lascia catturare.
Può stare in soffitta, nel vano delle scale, nei corridoi, nell’androne. A volte passa mesi senza
farsi vedere. Si è spostato nelle case vicine, ma torna sempre nella nostra.
Spesso, quando uno esce dalla porta e lo trova sul pianerottolo delle scale, viene voglia di parlargli.
Naturalmente non gli si fanno domande difficili, ma lo si tratta – per via delle dimensioni minuscole –
come un bambino.
gli chiedono. risponde. .
dice e ride, ma è una risata senza polmoni.
Suona come un fruscio di foglie secche. In genere il dialogo finisce lì.
Non sempre poi si ottengono queste risposte; a volte resta a lungo in silenzio,
come il legno, di cui sembra fatto.
Mi chiedo invano cosa gli accadrà. Può morire?
Tutto ciò che muore ha avuto prima uno scopo, una specie di attività,
e per questo si è logorato; non è così per Odradek. Scenderà la scala trascinando filacce
davanti ai piedi dei miei figli e dei figli dei miei figli? Non fa male a nessuno,
ma l’idea che possa sopravvivermi è quasi dolorosa per me.

Franz Kafka
*. Il titolo originale è Die Sorge des Hausvaters (<Il cruccio del padre di famiglia>)
L’ODRADEK (1967, Il libro degli esseri immaginari, cit., pp 161, 162)

Manuale di zoologia fantastica (Manual de zoología fantástica) è un saggio scritto da Jorge Luis Borges nel 1957 con la collaborazione di Margarita Guerrero.

Integrato nel 1967 e poi nel 1969 è uscito nella versione definitiva con il titolo Il libro degli esseri immaginari (El libro de los seres imaginarios).

manuale-di-zoologia-fantastica

Un animale sognato da Kafka.
É un animale con una gran coda, lunga parecchi metri e somigliante a

quella della volpe. A volte mi piacerebbe tenere la sua coda in mano, ma
è impossibile; l’animale è sempre in movimento, con la coda sempre di qua
o di là. Lui stesso ha qualcosa del canguro, ma la sua testa piccola e

ovale non è caratteristica di quest’animale, e ha qualcosa di umano; solo
i denti hanno forza espressiva, sia che li nasconda, sia che li mostri.
Ho spesso l’impressione che voglia ammaestrarmi: se no, a che scopo
tirerebbe via la coda quando voglio afferrarla, e aspetterebbe poi
tranquillamente che questa torni ad attirarmi, prima di rimettersi a
saltare ?
FRANZ KAFKA, Hochzeitsvorbereitungen auf detti Lande, 1953.

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Borges Ocampo Casares Antologia L.Fantastica