Borges e Chesterton, morti nello stesso giorno per un incrocio superficialmente casuale –

Borges e Chesterton, morti nello stesso giorno per un incrocio superficialmente casuale

Chesterton e Jorge Luis Borges, immagine dal link

“… ciò che chiamiamo caso è la nostra ignoranza della complessa meccanica della casualità”.

J.L.B

 “C’è nella vita un elemento di magica coincidenza che può sfuggire alla gente che bada solo all’aspetto prosaico delle cose. Come è stato ben espresso dal paradosso di Poe, la saggezza dovrebbe contare sull’imprevisto.”

Chesterton

“La terra che abitiamo è un errore, una incompetente parodia. Gli specchi e la paternità sono abominevoli perché la moltiplicano e l’affermano”.

J.L.B.

Borges scrisse: “Il più celebre dei suoi romanzi ‘L’uomo che fu Giovedì’, ha come sottotitolo ‘Un incubo’. Avrebbe potuto essere Poe o magari un Kafka; lui comunque preferì- e gli siamo grati della scelta – essere (…) la gente persiste nel ridurlo ad un mero propagandista cattolico. Innegabilmente lo fu, ma fu anche un uomo di genio, un gran prosatore e un grande poeta. La letteratura è una delle forme della felicità; forse nessun scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton”.

Il Labirinto di Borges a Venezia

Borges e Chesterton


Storia – Finzioni, Ed.I Coralli – Einaudi 1961


BRUME, DEI, EROI di Jorge Luis Borges e María Esther Vázquez – 1973 F.M.R

BRUME, DEI, EROI

Brume, Dei, Eroi FRM 1973


“La forma della spada”, da “Finzioni” di Jorge Luis Borges”

La Forma della Spada

Finzioni

Link

La forma della Spada


Storia – Jorge Luis Borges – Atlante

“A circa trecento o quattrocento metri dalla Piramide, mi inchinai, presi un pugno di abbia, lo lasciai cadere silenziosamente un po’ più lontano e dissi a bassa voce: Sto modificando il Sahara. Il fatto era minimo, ma le non ingegnose parole erano esatte e pensai che era stata necessaria tutta la mia vita perché io le potessi dire. Il ricordo di quel momento è uno dei più significativi della mia permanenza in Egitto”.

Link

Il Deserto e il Labirinto


Storia, Il Fattore Borges – Alan Pauls

Il fattore borges

Il più grande labirinto esistente è in Italia e si ispira a J.L. Borges

LABIRINTO DELLA MASONE

(Intervista a Franco Maria Ricci)

Come l’incontro con Borges ha cambiato la sua vita?

A più riprese Borges fu mio ospite a Fontanellato e a Milano. Gli dissi, uno di quei giorni, che mi sarebbe piaciuto, prima o poi, costruire un labirinto; aggiunsi, peccando un po’ di superbia, che sarebbe stato il più grande del mondo. Borges obiettò che il più grande labirinto del mondo esisteva già, ed era il deserto. Una cosa mi sembrava sin da allora certa: non avrei mai potuto costruire uno di quei labirinti infiniti, o pressoché infiniti, che Borges aveva descritto in certi racconti di Finzioni o de L’Aleph.

FRANCO MARIA RICCI

FMR, Éphémère, effimero. È solo un gioco di parole ben riuscito o è proprio nell’effimero che si nasconde la vera bellezza?
L’arte, che ambisce all’eterno, e l’effimero, che corteggia le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui (Mallarmé), abitano spazi contigui e intercomunicanti. Sono un editore d’arte, ma l’effimero è annidato nel mio nome: ricordo ancora il giorno in cui scoprii, con sorpresa, divertimento e addirittura emozione che, lette in francese, le mie iniziali – FMR – suonavano éphémère, ‘effimero’. L’eterno è il nutrimento che desideriamo, … ma siamo sensibili alle rovine, alle eleganze dei tempi andati, alle testimonianze delle feste finite, perché siamo esseri mortali.

“Jorge Luis Borges Una bussola”

…dietro al nome sta ciò che non si nomina, oggi ho sentito grave la sua ombra…

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Finse che il libro che voleva scrivere fosse già stato scritto, scritto da un altro, da un ipotetico autore sconosciuto, un autore di un’altra lingua, di un’altra cultura, e descrisse, riassunse, recensì questo libro ipotetico”. In quest’ottica, secondo lo scrittore italiano, Borges creò “una letteratura elevata al quadrato, e nello stesso tempo una letteratura con estrazione della radice quadrata di se stessa, una letteratura potenziale”.

“IL TEMPO” di J. L. Borges da Oral” e ORAL

ORAL

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“Il nostro io è la cosa meno importante per noi. Che cosa significa sentirci 《io》? In che cosa può differire il fatto che io mi senta Borges e che voi vi sentiate A, B o C? In nulla, assolutamente in nulla. Questo io è ciò che ci spartiamo, che è presente, in un modo o nell’altro, in tutte le creature. Allora potremmo dire che l ‘immortalità è necessaria, non quella individuale, ma sí, quell’altra immortalità.”

“Ognuno di noi è in qualche modo, tutti gli uomini che sono morti prima. Non soltanto quelli del nostro sangue.”

Pag.35 da Oral

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IV di copertina, Oral 1°Edizione

L’unica cosa che esiste è ciò che noi sentiamo, Esistono solo le nostre percezioni, le nostre emozioni”

E ancora: la mia anima arde perchè desidera saperlo.