
Mario Vargas Llosa racconta che nel 1964 a Parigi, a una domanda su cosa fosse la politica, Borges rispose lentamente: «es una de las formas del tedio», una delle declinazioni della noia.


Mario Vargas Llosa racconta che nel 1964 a Parigi, a una domanda su cosa fosse la politica, Borges rispose lentamente: «es una de las formas del tedio», una delle declinazioni della noia.

Alberto Manguel: nella letteratura conta il lettore
Narratore, scrittore e traduttore Alberto Manguel è il direttore della biblioteca Nazionale di Buenos Aires. Appena sedicenne, lavorando presso la libreria Pygmalion di Buenos Aires, incontrò Jorge Luis Borges, ormai cieco, che gli chiese di leggere ad alta voce per lui, a casa sua. Ora dirige la biblioteca di cui anche il grande scrittore fu direttore. Ha viaggiato per tutto il mondo da Tel Aviv all’Argentina. per poi abbandonare il Paese nel 1968 e soggiornare in Francia (dove è stato nominato Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere), Inghilterra, Italia, Tahiti e Canada. Ha scritto molti libri, tra cui ricordiamo: Una storia della lettura (1996), Con Borges (2005), Dizionario dei luoghi fantastici (2008), Il libro degli elogi(2009),Diario di un lettore (2004),Stevenson sotto le palme (2007), La biblioteca di notte (2007) Un amante puntiglioso (2009), Il ritorno (2010), Tutti gli uomini sono bugiardi (2010), Una storia naturale della curiosità(2015), La città delle parole (2016).
Lo abbiamo incontrato a Mantova, in occasione del Terzo Raduno dei gruppi di lettura, e abbiamo parlato con lui di Borges, di lettura e di Dante (a proposito della Divina Commedia ha detto: “è l’opera perfetta, propone un orizzonte così lontano verso cui viaggio tutti i giorni e non arrivo mai”).

La verità è che sono unico. Non m’interessa ciò che un uomo può trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l’arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall’altra. Un’impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi.
http://www.sphera.events/certosa-di-bologna-estate-2017/





La casa di Asterione – Testo di J.L.B.
LETTERATURA FANTASTICA
Bisognerebbe dire che tutta la letteratura è fantastica… (J.L.B A.B.C Prefazione Edizione Italiana 1980)
Storie Universali
In un cosmo inconcepibilmente complesso ogni volta che
una creatura si trovava di fronte a diverse alternative non ne
sceglieva una, ma tutte, creando in questo modo molte storie
universali del cosmo. Poiché in quel mondo c’erano molte creature
e ognuna di esse si trovava continuamente davanti a molte
alternative, le combinazioni di quei processi erano innumerabili
e ad ogni istante quell’universo si ramificava infinitamente
in altri universi, e questi, a loro volta in altri.
Da Star Maker, 1937
Olaf Stapledon
JORGE LUIS BORGES, TUTTE LE OPERE, MERIDIANI


In questa unità, Jorge Luis Borges (Buenos Aires 1899-1986), in un’intervista realizzata nel 1971, parla del suo interesse per gli studi di Jung, di Frazer e di Burton, per le enciclopedie, soprattutto per quelle antiche, e per la teoria degli archetipi.
Spade, tigri e specchi costituiscono i simboli che, considerati per la loro arcaica potenza evocativa alla stregua di archetipi junghiani, animano i microcosmi che lo scrittore argentino “finge” nelle pagine dei suoi libri .
Gli specchi rimandano al problema dell`identità: lo scrittore ricorda come il tema del “doppio” torni in tante civiltà, quel “doppio” che per alcune culture è connesso all’idea del soprannaturale e della morte, così come viene evocato in una celebre sequenza del film di Bergman, Il posto delle fragole.

I SIMBOLI CENTRALI NELLA LETTERATURA DI J.L.B (video)
http://www.letteratura.rai.it/embed/jorge-luis-borges-gli-archetipi/994/default.aspx
Consulenze legali
Idee a confronto per la città
elena delle selve racconta...
Blog letterario a cura di Silvia
La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )
Ogni cosa mette in gioco tutta la potenza infinita della natura secondo la prospettiva determinata che essa esprime
tre scrittrici senza criterio raccontano
storia microstoria turismo cultura curiosità a cura di Alessandro Ferrini